VOC E DEL VERBO AMORE
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VOCE DEL VERBO AMORE

Regia Andrea Manni Interpreti Giorgio Pasotti
Magdalena Grochowska
Cecilia Dazzi
Stefania Rocca Nazione Italia Anno 2007 Durata 92'

L'idea è vecchia come il mondo: né con te né senza di te posso vivere. Appena riverniciata e stretta nel tormentone che recita "La differenza tra voler bene ed amare è che se vuoi bene a qualcuno puoi farne a meno ma se ami qualcuno non puoi vivere senza". Tormentone implacabile che implacabilmente attraversa l'intero ultimo film di Andrea Manni, "Voce del verbo amore" (in vacanza cinematografica dalla fiction) interpretato da Giorgio Pasotti e Stefania Rocca, rispettivamente in veste di ex marito ed ex moglie pentiti a tratti, titubanti molto, desiderosi di litigare sempre. Film, come spesso avviene, nato per caso tra una parola e l'altra: "L'idea è nata chiacchierando tra amici –racconta Maurizio Costanzo, autore del soggetto e della sceneggiatura - ci chiedevamo perché far guadagnare tanti soldi agli avvocati matrimonialisti quando la maggior parte delle storie anche finite portano sempre con sé un attaccamento che resta e da cui si potrebbe ricominciare. Ci è venuta allora l'idea di fare un film su ciò che avviene non prima ma dopo un'udienza di separazione. Ma il dubbio era se lo spettatore avrebbe capito di cosa si parlava di fronte alla coppia Pasotti-Rocca del film che sembra una coppia americana per come si muove, si separa e non si separa, resta attaccata nonostante carte bollate e avvocati". Una coppia di attori cui il regista ha chiesto di "non rifare se stessi, di non essere troppo attori". E i due hanno dato la loro risposta. "Io appartengo alla generazione di quelli che ancora non hanno grande esperienza di divorzi e separazioni ma qui vivo dentro e fuori una coppia in cui in realtà esiste ancora un sentimento, anche se, quando vorrebbero, non sanno come dirsi che avrebbero voglia di ricominciare. Dal canto mio, ho cercato di metterci quel tanto di isteria che ha una donna sposata con figli. Ho chiesto al regista se potevo e ho avuto il permesso di farlo, anche se abbiamo discusso molto in molti momenti" chiosa la Rocca, nel film in bionda e nervosissima versione (ma pronta per il francese "Made in Italy" che la riporterà sugli schermi a settembre in tutt'altre faccende affaccendata). E Pasotti: "Sono stato attento a non fare troppe faccette e mi sono molto divertito. Ma sono lontanissimo dal personaggio che interpreto, cosa che mi rende felice perché amo interpretare personaggi diversissimi da me, come questo Ugo, appunto, che è marito, padre, coniuge separato, cose che io ignoro del tutto, io che sono uno che pensa che bisogna vivere un po' alla giornata, risposarsi ogni mattina. E' stata per me una prova, la possibilità di mostrare che posso fare anche la commedia perché in Italia si tende a catalogare tutti gli attori e, se reciti in molti film drammatici di seguito, diventi un attore che non puoi fare la commedia". Mentre naviga non a vista nella commedia e qui Cecilia Dazzi, single della situazione che giura "di non aver faticaticato per niente a fare la donna che di matrimonio non vuol più sentir parlare sino a un attimo prima di ricascarci" a differenza di Simona Marchini che interpreta una madre che "non mi somiglia perché io come madre ho sempre avuto molto più pudore, un rapporto molto più tradizionale con i figli". Se, poi, a qualcuno interessa il vero significato del titolo, sappi che "Voce del verbo amore" sta per amore non coniugabile come non è lo è il sostantivo "amore". Insomma tutto sta già nel titolo, forse la cosa più riuscita del film.

SILVIA DI PAOLA dal sito ANCCI.it.


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