Vai e vivrai
Guida al sito  > home recensioni vai e vivrai

Vai e vivrai

Regia Radu Mihaileanu Interpreti Roschdy Zem
Yael Abecassis
Moshe Agazai
Sirak M. Sabahat
Moshe Abebe Nazione Francia/ Brasile/ Israele/ Italia Anno 2005 Durata 140'

Fingersi ebrei in Israele e avere la pelle nera, nerissima, la pelle di chi viene da un paese lontano come l'Etiopia. Fingersi ebrei per salvarsi, per fuggire dai campi profughi del Sudan dove si muore come mosche e un domani non si intravede neppure.
Shlomo è solo un bambino, un cristiano etiope che, lungo la strada sino al Sudan, ha perso già tutti i familiari tranne la madre: è lei che lo lascia, mano nella mano, a un'altra donna, un'altra madre, falasha, che ha appena perso suo figlio e ha un posto sul pullman che porta ad Israele. Così Shlomo parte con una piccola frotta di ebrei etiopi, trasportati segretissimamente dal Mossad nella Terra Promessa. Era l'anno 1984 e l'Operazione Mosè: ne partirono ottomila, ne arrivarono la metà.
Ci voleva Radu Mihaileanu, pluripremiato regista di Train de vie ma, prima ancora, lui stesso profugo, nascosto dietro false identità e false appartenenze (in Romania mio padre per sopravvivere ai nazisti e poi agli staliniani durante la guerra ha dovuto cambiare nome; io sino a quattro anni non ho neppure saputo di essere ebreo, poi ho mantenuto la sua identità, dalla Romania sono arrivato in Francia da solo, a ventidue anni e ancora adesso sono considerato uno straniero), ci voleva un ebreo sradicato come lui a raccontare la storia dei falasha, una tra le tante perdute nell'oblio collettivo, in questo Vai e vivrai in arrivo nei nostri cinema ma il cui titolo originale, Va, vivi e diventa diceva già tutto, in tre capitoli il senso di ogni tappa della storia. Ed è come se questo film cominciasse laddove Train de viefiniva: in un campo profughi.

SILVIA DI PAOLA (ancci.it)


Scriveteci   Torna su