UNA TOP MODEL NEL MIO LETTO
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UNA TOP MODEL NEL MIO LETTO

Regia Francsi Veber Interpreti Gad Elmaleh
Alice Taglioni
Daniel Auteuil
Kristin Scott Thomas
Richard Berry
Virginie Ledoyen
Dany Boon
Michel Jonasz Nazione Francia Anno 2006 Durata 85'

Prendete un miliardario sposato con una donna puntigliosa e intelligente che detiene la maggioranza del patrimonio di famiglia; aggiungete accanto a lui una pagatissima top model per (non occasionale) amante; buttate un poveraccio qualunque, letteralmente un passante; mescolate immaginando che i tre si trovino insieme, un giorno per strada e per caso, un solo attimo ma abbastanza perché il solito paparazzo sbuchi dal solito angolo e immortali il fattaccio: lui, l’amante e il passante. E il gioco è fatto. A patto che a miscelare il tutto sia un signore della commedia che di nome fa Francis Veber. Perché questo "Una top model nel mio letto" (interpretato da Daniel Auteuol, Alice Taglioni, Gad Elmaleh, Kristin SCott Thomas e Richard Berry e in uscita nei nostri cinema in 150 copie) avrebbe potuto essere una storia di equivoci e doppi giochi già vista se non ci fosse dietro il suo genio comico a farne un incastro di fulminante energia e raro equilibrio, dosato al pizzico, ritmato come una partitura perfetta, irresistibile. Il genio di un signore che cerca il talento comico tra le pieghe, che è capace di far girare (come qui a Auteuil) una scena anche trentasette volte, che seleziona i suoi attori anche partendo da ignotissimi (come nel caso, qui, dello straordinario Dany Boon). Lui dalla proverbiale calma che ha capito, da sempre, "che, anche se io mi impongo pacatezza perché altrimenti sarei morto da una vita (magari dirigendo attori come Nick Nolte che, sul set di "In fuga per tre" spuntava su una sedia a rotelle pieno di alcool ogni mattina), il cinema è corsa nel senso che, se io faccio solo camminare un attore lui sembrerà immobile, se lo faccio correre sembrerà in cammino".

Lui che dalla sua miscela magica di comicità non si è mai allontanato e che, se gli si chiede come è cambiato il modo di far ridere la gente, risponde: "La maniera di fare ridere la gente è cambiata e certamente in peggio. Ma non è colpa del pubblico, semmai colpa degli autori, mentre i grandi non ci sono più. Negli Stati Uniti, dove ormai vivo, qualcuno mi faceva notare che la differenza sta nel fatto che una volta gli sceneggiatori venivano da Broadway, oggi arrivano dalla televisione e, dunque, sono abituati a lavorare sulla battuta pronta e facile". Lui che scherza ma non troppo quando dice che "in Italia lo scontro tra Prodi e Berlusconi è un vero film e che Berlusconi è un attore comico straordinario e nel non voler mollare le poltrone ha dato ultimamente il meglio di sé". Così Veber irremovibile (e per fortuna) nel suo navigare mai a vista tra comicità sofisticata e surreale, mai prevedibile e lontanissima dalla demenzialità molto di moda che, però, lo sfiorerà molto da vicino, dato che il suo film che, dopo tre settimane di enormi incassi (oltre tre milioni di spettatori) in Francia, è arrivato al festival di Los Angeles, avrà presto un remake firmato proprio dai fratelli Farrelly, campioni di comicità demenziale e di un vero e proprio filone partorito con "Tutti pazzi per Mary". Ma Veber non si scompone: i remake sono per lui ormai una curiosa ma rodata abitudine, dato che sono ben sette quelli nati da suoi film, già realizzati o, come "La cena dei cretini", "L’apparenza inganna" e "Stai zitto…non rompere" , in via di realizzazione e nonostante le perplessità. Le sue prima di tutto che osserva "che ormai le vie di mezzo si sono perse, tra remake e film per adolescenti non si capisce bene come si consideri il pubblico, i grandi film per adulti non si fanno più. Per chi scrivo io non lo so. Io faccio film e basta, non mi metto nella condizione di dover dire per chi faccio un film: cerco di scrivere una buona partitura e spero che piaccia al maggior numero di spettatori e a spettatori diversi tra loro".

Silvia Di Paola dal sito ANCCI.it.


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