SOGNI E DELITTI
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SOGNI E DELITTI

Regia Woody Allen Interpreti Tom Wilkinson
Ewan McGregor
Sally Hawkins
Colin Farrell
Hayley Atwell Nazione USA/Gran Bretagna Anno 2006 Durata 108'

Terzo film britannico per l'autore di Io e Annie, che dispensa a fasi alterne commedie e drammi (questo va ascritto alla seconda categoria, ma si ride anche) e la sua stessa presenza su schermo (qui si fa volentieri da parte). Come già nel riuscito Match point, ci troviamo di fronte a un delitto - con o senza castigo, non ve lo diremo - e alle relative implicazioni morali. Gli ingredienti non sono in verità così dissimili da quelli della prima incursione in terra d'Albione, salvo l'assenza della Johannson. I personaggi principali sono i fratelli Terry e Ian, il primo garagista con il vizio del gioco d'azzardo e una fortuna sfacciata, il secondo ristoratore in aiuto del padre, il cui infarto ha coronato una carriera con pochi alti e molti bassi. Due professioni non proprio upper class, eppure i due velleitari fratelli si danno un gran da fare per guadagnare e assecondare desideri e passioni. Oltre alla barca a vela che dà il titolo al film, in particolare Ian vorrebbe ripercorrere le orme del venerato zio materno, che ha fatto fortuna con investimenti immobiliari in giro per il mondo, figura mitizzata che la madre rinfaccia al padre come modello di successo sociale. Donne e motori sono le priorità dei due sognatori, ingenui e teneri alle prese con una vita che non possono permettersi. La svolta arriva quando, tanto annunciato, atterra a Londra il grande zio Howard, sempre prodigo di consigli e sterline, anche se stavolta i debiti di gioco e le velleità imprenditoriali alzano notevolmente la posta. È il primo dei diversi, successivi confronti con lo zio, che riserverà non poche sorprese ai riverenti nipoti e a noi spettatori, conducendo il film allo snodo centrale e alle questioni morali: fin dove siamo disposti a spingerci per assecondare la nostra aspirazione al benessere e alla felicità? Sapremmo oltrepassare il punto di non ritorno del crimine e con quali conseguenze, in termini di equilibrio e sensi di colpa? La trama è dipanata da Allen con un ritmo più veloce del solito, da noir anni '40, per conferire dosi elevate, laddove necessarie, di suspence e colpi di scena; ma anche, ci sembra, per evitare di approfondire psicologie e coprire qualche incongruenza narrativa. Per la prima volta a nostra memoria non sono le canzoni jazz anni '30 ad accompagnare le immagini, ma le atmosfere intense e tragicamente potenti di Philip Glass. Quanto al cast, premettendo la superiorità della versione originale inglese doc, stavolta Allen ha fatto centro con i due fratelli Ewan McGregor e soprattutto Colin Farrell, mai così convincenti e straordinariamente affiatati: la mente e il braccio, il cinico e il dubbioso gettati nell'arena del crimine e messi a confronto l'uno con l'altro a misurare paure e rimorsi, perché - lo dice la mamma all'inizio - "alla fine è la famiglia l'unico punto di riferimento e l'unico sostegno". Anche se il concetto di "famiglia" viene declinato da qualcuno con caratteristiche inusuali per latitudine e temperamento... Citazione d'obbligo per la prova maiuscola di Tom Wilkinson (Michael Clayton). Un film ben costruito nella prima parte, con molte promesse non tutte mantenute, la consueta regia turistica di Allen con squarci "celebri" o "incantevoli" di Londra, qualche dubbio sulla sua conoscenza delle classi sociali inglesi e la sensazione finale di avere assistito al "piano B", alla versione alternativa di sue precedenti opere. Ma è un discorso che ci porterebbe a svelare troppo di una trama che va assaporata con serenità.

dal sito FICE.it.


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