RADIO AMERICA
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RADIO AMERICA

Regia Robert Altman Interpreti Woody Harrelson
Tommy Lee Jones
Garrison Keillor
Kevin Kline
Lindsay Lohan
Virginia Madsen
John C. Reilly
Meryl Streep
Lily Tomlin Nazione USA Anno 2006 Durata 105'

I film sulla radio – distillato di voce e di suoni dove l’immagine per una volta passa in secondo piano – sono una bella sfida che spesso il cinema ha raccolto, non solo quello Usa (Talk Radio di Oliver Stone) ma persino quello italiano (vengono subito in mente Radiofreccia di Ligabue e gli omaggi a Radio Alice di Guido Chiesa). È capitato anche a Bob Altman, ormai un monumento del cinema mondiale con i suoi 81 anni freschi di Oscar alla carriera, con questo Radio America. Il film, proposto a Berlino in concorso, nasce come omaggio a uno dei programmi più leggendari e ascoltati degli Stati Uniti: “A Prairie Home Companion”, che dal 6 luglio del '74, ossia da trent’anni e passa, manda nell’etere splendida musica country (e non solo) suonata e cantata dal vivo. A orchestrarlo Garrison Keillor, l’uomo che sta dietro questo progetto nato su commissione ma diventato, nelle mani dello straordinario cineasta di Kansas City, un film bellissimo, a tratti struggente con la cifra di quel cinema corale (viene alla memoria il mitico Nashville ma anche il più recente The Company, dedicato a una compagnia di danza contemporanea) che intreccia nel suo ritmo, naturale come il respiro, vita e morte, caduta e resurrezione, prendere e lasciare. Il simpatico e inarrestabile Keillor ha scritto una sceneggiatura che poi Altman ha affidato alla straordinaria abilità di un bel gruppo di star, affiatate e visibilmente divertite: le commosse Meryl Streep e Lily Tomlin, gli sfacciati cowboy John C. Reilly e Woody Harrelson, l’emergente e fresca Lindsay Lohan, il solido e buffo Kevin Kline e il coriaceo Tommy Lee Jones. Siamo nel teatro di St. Paul, nel Minnesota, un luogo dedicato alla memoria di una vecchia gloria di queste parti, lo scrittore Francis Scott Fitzgerald. Si registra l’ultima puntata del “Prairie Home Companion” perché poi, all’indomani, tutto sarà smantellato da una speculazione edilizia. Nel backstage si intrecciano ricordi e rimpianti, si parla a raffica e qualche volta si piange, mentre sul palco scorre tanta buona musica e molto humour godibilissimo. Si scherza e si fanno battute a doppio senso, ma è chiaro che si sta parlando di qualcosa di molto serio che ci riguarda tutti. La morte e il senso di serena accettazione che dovrebbe accompagnarla, specialmente quando ad andarsene sono persone che hanno consumato un’intera vita: a ricordarcelo è l’angelo in trench bianco (Virginia Madsen) che si aggira tra i camerini mentre lo show volge al termine, ma anche l’episodio, in qualche modo centrale all’intreccio, della morte del suggeritore. Lo show, come tutti sanno, va avanti: così, mentre le Johnston Sisters (Meryl Streep e Lily Tomlin: cantano benissimo) passano il testimone, anzi il microfono, alla nuova generazione, il cinico Tommy Lee Jones, che è arrivato a metà spettacolo per buttare fuori la compagnia della prateria e avviare lo smantellamento, viene portato via da un’illusione che gli costerà molto cara. Bel colpo di coda, vecchio Bob.

Cristina Paternò dal sito FICE.it.


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