ONORA IL PADRE E LA MADRE
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ONORA IL PADRE E LA MADRE

Regia Sidney Lumet Interpreti Philip Seymour Hoffman
Ethan Hawke
Albert Finney
Marisa Tomei
Amy Ryan
Rosemary Harris
Alex Emanuel
Jack Fitz
Guy A. Fortt
Edwin Freeman
Natalie Gold
Sakina Jaffrey
Sarah Livingston Nazione USA Anno 2007 Durata 123'

I temi sono i suoi temi. Da sempre. L'infanzia, la famiglia, la sua lacerazione, il crollo di valori ma mixati nella salsa del melodramma ed energicamente in un film nero, storia di figli che ammazzano genitori, di genitori incapaci di insegnare, di vizi che si fanno vortici, di generazioni che si confrontano solo specchiandosi nel peggio di sé. Già, perché questo durissimo "Before the devil knows you're dead", il cui titolo originale riprende un brindisi irlandese e che sta per arrivare sugli schermi italiani titolato "Onora il padre e la madre", è prima di ogni altra cosa un melodramma e, si sa, la struttura del melò non dà scelta ai personaggi, non gli consente di definire percorsi della storia: semplicemente li obbliga ad essere credibili entro percorsi già convenzionalmente tracciati. Qui, percorsi senza eroi. Come ha spiegato Lumet: "In questo film ogni situazione è concepita per portar fuori la parte peggiore di ognuno dei membri della famiglia. In ogni situazione i personaggi tendono a compiere la peggiore delle azioni possibili, ghiacciando il sangue delle loro stesse vene e lasciando stupiti essi stessi. Allora, direi che la sfida per i miei attori è stata quella di rendere questi comportamenti detestabili ed estremi ma, d'altra parte credibili". Dal canto loro gli attori (che Lumet ha voluto far provare per due settimane prima di andare sul set) sostengono non poco una sceneggiatura che è stata scritta e riscritta: dal sempre bravo Philip Seymour Hoffman (che è stato il primo ad essere scelto e col quale Lumet voleva lavorare con molto tempo) a Ethan Hawke, qui lacerato fratello minore incapace a tutto; da Albert Finney, il padre che ci lascia con una sequenza finale impossibile da dimenticare, a Marisa Tomei, protagonista con Seymour Hoffman dell'infuocata scena di sesso su cui si apre il film e personaggio per cui la sessualità è l'unica arma, consapevole sin dall'inizio del suo ruolo e felice di esserlo. "Una sorta di tragedia greca" vuole definirla il produttore Brian Linse: "Diciamo che questo film girato da un regista più giovane sarebbe stato più moderno, forse, ma non in linea con la storia, mentre Lumet sa mettere il suo stile al servizio degli attori e della storia e con lui ogni dettaglio ha una funzione, lui non è un tecnico ma il suo dominio del linguaggio cinematografico parla di tutto". E dall'altro dei suoi ottantaquattro anni ne parla con lo spigliato cinismo che in pochi possono permettersi. Ne parla con i toni e i ritmi del thriller che, appunto, è in realtà solo la maschera della tragedia. Ne parla facendo a pezzi non solo ciò che resta della famiglia ma ciò che resta di certi emblemi della società, americana ma non solo, il successo, il denaro, la virilità. Un massacro dalla tensione in progress costruito come un puzzle ma culminante, come la più classica delle tragedie, in una scema finale che è, di fatto, il battito del film. Persino troppo nera per essere vera.

dal sito ANCCI.it.


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