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Cinema D'Azeglio d'essai: una scelta "saggia".
INTRIGO A BERLINO
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INTRIGO A BERLINO
Regia
Stenev Soderbergh
Interpreti
George Clooney
Cate Blanchett Tobey Maguire Leland Orser Tony Curran Beau Bridges Robin Weigert Dave Power Nazione USA Anno 2006 Durata 107'
Berlino, 1945: subito dopo la vittoria degli Alleati, Jake Geismar (George Clooney) arriva come corrispondente di guerra dell'esercito per coprire la conferenza di Potsdam, dove Churchill, Truman e Stalin stanno decidendo come spartire i territori conquistati. Ritornando nella capitale tedesca dopo un'assenza di molti anni, Jake è turbato da quello che vede: una città in macerie, un mercato nero attivo dove tutto ha un prezzo, specialmente le persone.
S'imbatte in Lena Brandt (una formidabile Cate Blanchett che ricorda molto Marlene Dietrich ne L'infernale Quinlan), una sua ex-amante per la quale ha dei ricordi teneri e prova ancora delle emozioni forti. Ma Lena è cambiata e come tutti, nell'immediato dopoguerra, cerca di sopravvivere come può. Adesso è la ragazza "ad ore" dell'autista di Jake, il soldato Tully (Tobey Maguire), un insopportabile opportunista che sfrutta qualsiasi situazione per fare qualche quattrino in più. Lena vuole disperatamente scappare da Berlino, fuggire dal suo passato, e crede in Tully come il suo unico mezzo d'uscita. Ma quando Tully finisce in un fiume con una pallottola nella schiena ed una tasca piena di marchi, e le autorità americane non battono ciglio, Jake capisce subito che sotto c'è qualcosa di marcio.
"Se la guerra è l'inferno, cosa viene dopo?", recita lo slogan promozionale del film. Non certo il paradiso. The good german, tratto dal romanzo omonimo di Joseph Kanon, è una trama complicata piena di bugie, intrighi politici, omicidi, segreti terribili, e doppi giochi ad alto livello. Soderbergh rende omaggio ai classici film degli anni 40, in particolare Il terzo uomo di Carol Reed e Casablanca di Michael Curtiz (specialmente nell'ultima scena, dove riproduce fedelmente le inquadrature di una famosissima scena). Più di un semplice cenno ai classici film noir, ha girato il film usando tutte le tecniche di una volta: in bianco e nero, con inquadrature di sbieco, luci basse per un effetto chiaroscuro con molte tenebre, pochi movimenti con la cinepresa (non solo niente steadycam, ma persino utilizzando obiettivi d'epoca), e sfondi proiettati per le riprese in macchina.
Il risultato è un film che interesserà senz'altro i cinefili e gli studenti di cinema. Come esperimento di rivisitazione è molto preciso, ma nell'imitare i grandi registi di una volta, inevitabilmente Soderbergh soffre nel confronto: George Clooney, malgrado tanti sforzi, non è Joseph Cotten, la sceneggiatura di Paul Attanasio non trabocca di frasi memorabili come quella di Graham Greene, e la trama appare forse un po' troppo complicata per un film storico. Soderbergh ha cercato di ricreare i classici dell'epoca d'oro di Hollywood, ma malgrado la sua meticolosità nei dettagli, ci vogliono anche gli attori e gli scrittori (e forse anche il pubblico) di una volta - cose che purtroppo, ormai, non esistono più.
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